UN PAESE (IN POSA). RITRATTO FOTOGRAFICO DI UNA COMUNITA’

Il Ritratto fotografico di una comunità

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Nel 2017 il progetto  Ritratto fotografico di una comunità, Un paese in posa diventa un percorso etnografico lungo le vie del piccolo borgo di Barni, in Valassina grazie alla volontà di CulturaBarni di portare lungo le strade alcuni ritratti di abitanti del paese che si sono fatti fotografare con oggetti della tradizione contadina. Si è tentato in questo modo di fare una prima riqualificazione del centro storico. parte fondamentale di tale processo è la ruralità che insieme al folklore e alla riscoperta dei cibi tipici, oltre che a un recupero culturale, porta nuova linfa attrattiva al vecchio nucleo del paese che si avvia a diventare una “destinazione”.

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Si vuole contribuire in questo modo riscoprire l’identità del paese per farne elemento di promozione turistica. Il paese ha una vocazione di accoglienza turistica consolidata. Sin dal secondo dopoguerra le case in affitto per la villeggiatura fanno parte della storia di Barni, a pochi chilometri da Milano e da Bellagio. Oggi,  il percorso fotografico lungo le vie è un tentativo di ampliare l’offerta culturale e turistica del paese e del territorio circostante.

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Dal 16 luglio al 18 agosto 2016 il Ritratto fotografico di una comunità è esposto presso la Sala Consiliare del Comune di Barni.

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Contestualmente una trentina di ritratti sono esposti sui muri delle abitazioni della via centrale del paese, una galleria a cielo aperto.

 

–    IL PAESE (la location)

Lettera agli Abitanti di Barni, a Chi si sente di Barni

Barni, Valassina, provincia di Como, 700 metri sul livello del mare all’ombra del San Primo. 600 anime a formare  200 famiglie, o come si diceva un tempo: 200 fuochi.  Ecco, in poche parole questa è Barni. Un paese come tanti di un tempo che fu e pare lontanissimo, in Lombardia. Un paese sostanzialmente immutato, una comunità di pochi cognomi e tanti soprannomi. Una comunità chiusa su se stessa ma non ostile anzi, sempre solidale con tutti e in cui tutti si riconoscono parte di un ceppo antico. Una comunità in cui la lingua, quella antica che taluni si ostinano a chiamare “dialetto”, le tradizioni, il gusto dell’artigianato e il senso della (poca) terra sono rimasti sostanzialmente immutati in un mondo in vorticosa globalizzazione.

–     LA GENESI del progetto (la storia, le origini)

A “futura memoria” di sguardi, lineamenti, volti e atteggiamenti, divise e costumi d’arte e mestieri che ancora sanno di antico: questo è ciò che consente oggi la registrazione fotografica di una comunità, in parole povere: il censimento in immagine di un intero borgo.

Il “censimento fotografico”  o l’idea stessa di una classificazione iconografica di massa è idea che viene da lontano, confusa tra tecnica, arte e socio fantasociologia.

Fu tentata (con scarso successo)  nella Francia post imperiale  della seconda metà dell’800, con il fine antropologico di determinare con l’ausilio della nuova tecnica fotografica e della scienza lombrosiana la tipologia fisiognomica media del vero  francese,  ovvero, del genuino discendente di Asterix il gallico.

Il America (USA) ai tempi della grande depressione venne fondata la FARM SECURITY ADMINISTRETION, più nota come “FARM”. Fu in principio un semplice ente assistenziale destinato alle aree agricole depresse del profondo Sud.

Una grande equipe di fotografi venne inviata in quelle zone con il compito di “censire”, far conoscere la realtà della crisi in tutto il paese e raccogliere fondi di sussistenza. Furono scattati  così migliaia di ritratti di poveri agricoltori, di bimbi macilenti, di donne avvizzite dalla pellagra che ancor oggi, divenute immagini di una arte sociologica, sono la più genuina testimonianza degli stati americani e della storia stessa degli USA.

Più vicino a noi, nella Torino sabauda, Ellero, criminologo e fotografo, propose il censimento fotografico non di una area geografica, non di singole e sole tipologie umane, ma di tutta una nazione. Oggi, questo tipo di censimento, a noi così familiare,  si chiama semplicemente: “foto segnaletica” o più comunemente: “foto-tessera”.

–   IL PROGETTO (l’intervento)

Città murata all’ombra del proprio Castello, protetta  e celata dai monti che digradano al lago,  a differenza di tutti i borghi del piano, Barni  ha potuto conservare fino a tempi recenti le proprie tradizioni, le proprie antiche vestigia archetipiche.

Chi scrive, chi si propone di cercare, tra estetica, arte ed indagine sociale,  è per nascita e storia familiare, cittadina di Barni, e si propone di guardare i volti dei compaesani e i loro atteggiamenti  in posa. Si propone  di lasciare ai posteri un ultimo sguardo su una socialità ancora genuina ma in via di una inarrestabile, forse giusta  trasformazione. Non il paese, non il tessuto urbano, non le vie e i monumenti a fare da sfondo alla ricerca, ma solo singoli sguardi, pose solitarie o di piccoli gruppi posti su fondo neutro, estrapolati dalle difese offerte da sempre dalle proprie mura.

–   L’AZIONE  SCENICA (la rappresentazione)

Al centro del paese, in prossimità della parrocchiale antica, nel punto strategico di massima convergenza popolana,  posto in loco discreto e ombreggiato uniformemente, chi scrive si farà carico di allestire il “teatro operativo”  (il “set”) delle riprese. Un solo, grande fondale grigio neutro a curva infinitesimale, davanti al quale, singolarmente e/o a coppie o piccoli gruppi, nel dì di festa e di lavoro sfileranno accompagnati dal gruppo dei propugnatori, gli abitanti del paese, cittadini semi-residenti o quanti hanno origini o si sentono di Barni. Ogni sguardo, ogni postura, ogni abbigliamento da lavoro saranno per chi verrà, “impronte di una storia”, tutta raccontata attraverso le piccole immagini di questa ricerca.

–  TEMPI E MODALITA’

Attraverso la collaborazione di referenti territoriali (Cultura Barni, Pro Loco, Protezione Civile, Gruppo Alpini) e di un gruppo d’azione e supporto composto da giovani volontari, dal mese di luglio 2014 si provvederà ad organizzare alcuni incontri volti alla realizzazione delle immagini.

–   PRODOTTO FINALE

Le immagini realizzate confluiranno nella pubblicazione di un volume e nell’allestimento di una mostra.

Happening fotografico da luglio 2014